Immagino che tutti sappiate chi sono cameriere e camerieri e quali sono i loro compiti principali; li vedi ovunque, sono quelli che ti servono nei bar e nei ristoranti. Molte persone fanno questo lavoro solo come lavoro temporaneo mentre studiano o cercano qualcosa di “migliore”.
Per me è stato diverso fin dall’inizio. Ho iniziato questo lavoro quando ero al liceo e l’ho adorato dal primo giorno! Perché lo amo?
Semplice: conosci tante persone, puoi lavorare ovunque nel mondo e il tuo “ufficio” può essere ogni volta diverso. Amo prendermi cura delle persone e assicurarmi che si divertano, ecco perché non mi dispiace se devo restare al lavoro un paio d’ore in più perché un tavolo o due rimane dopo l’orario di chiusura, significa che loro si stanno godendo la loro serata fuori. È un lavoro di apprendimento senza fine, c’è sempre qualcosa di diverso da fare!
Ho iniziato a gennaio 2008 come cameriera in un pub, giusto per guadagnare qualche soldo in più mentre studiavo per godermi il tempo libero con gli amici. L’ho amato fin dall’inizio. Ero molto timida, quindi andare a un tavolo per fare due chiacchiere era davvero difficile per me (e a volte lo è ancora), ma grazie a questo lavoro ho iniziato a uscire dal mio guscio. È stato divertente andare in giro per la città e avere persone che mi fermavano perché si ricordavano di me da uno dei posti per cui lavoravo. Ogni luogo in cui ho lavorato mi ha insegnato qualcosa.
Al “Bar Bamboo” ho imparato le basi: come prendere i piatti, come servire le bevande e come presentarmi a tavola. Ho cercato di imparare a fare i gelati, ma non faceva davvero per me.
Al “Bar La SVolta” ho imparato che stare dietro al bancone può essere molto divertente, ho imparato a fare cocktail e shots divertenti.
Alla “Pizzeria Fiorentina” ho imparato qual è il vero significato del lavoro di squadra, avevo una nuova “famiglia” di cui occuparmi e che si prendeva cura di me, ho imparato ad essere responsabile e un po’ più puntuale (senza esagerare). Ho imparato ad essere me stessa. Ho imparato i tempi della preparazione del cibo e come affrontare i ritardi.
A “La Vela” ho imparato a prendermi cura dei buoni clienti, a gestire richieste strane, ho imparato che non sempre le persone che lavorano con te sanno quello che fanno e ho imparato a insegnare loro il mestiere.
All'”Osteria FarNiente” ho imparato a parlare dei problemi, a supportarci (e sopportarci) in ogni situazione, ho imparato come funziona un ristorante “dietro le quinte”, con tutti i conti e le persone di cui occuparsi. E ancora più importante: ho imparato il mio valore.
Al Nitmiluk ho imparato ad organizzare tutto in anticipo (lavorando su una barca se dimentichi qualcosa potrebbe essere troppo tardi quando te ne accorgi) e ad essere preparato ad ogni richiesta. Ho imparato che una “famiglia” non è mai troppo grande e, come in tutte le famiglie, possono capitare piccoli litigi e problemi. Ho imparato che le persone possono essere davvero diverse senza lavoro e che tutti hanno bisogno di una possibilità.
Al “Moloko” ho imparato che lavorare a piedi nudi sulla sabbia è fantastico, ma allo stesso tempo molto faticoso. Ho imparato a confrontarmi con culture e lingue diverse; e di conseguenza quanto possono essere difficili le cose se non parli la stessa lingua, ma quanto possono diventare facili le cose se sei disposto a provarci.
“Al Vecchio Braciere” ho imparato a trattare con colleghi difficili, con persone che pensano solo a se stesse, e non sono in grado di lavorare in squadra. Ho imparato a non prendere tutto sul personale, e che gli errori possono capitare e che una soluzione si trova sempre.
Certo, fare la cameriera non è il miglior lavoro del mondo e ovviamente ci sono alcuni aspetti negativi. Come il fatto che non sai mai in anticipo quando finirai e probabilmente quando lo farai tutti i tuoi amici (e il tuo compagno) dormiranno e avere una vita sociale non sarà facile. Ecco perché le persone con cui uscirai saranno probabilmente persone con un lavoro come il tuo o i clienti che vengono più spesso. Alcuni clienti non saranno molto educati, altri ti stresseranno, altri schioccheranno le dita, applaudiranno o fischieranno per attirare la tua attenzione (non sono un cane), ma dopo, di sicuro, sarai un migliore cliente quando esci perché sai cosa può far arrabbiare il tuo cameriere. Correrai tutto il giorno e alla fine ti sentirai davvero stanco (o almeno lo faranno le tue gambe). Anche se sto cercando di trovare altri aspetti negativi, non riesco davvero. Adoro questo lavoro, non c’è altro da dire.