Ho costruito un weekend come si costruisce un ricordo

L’ho fatto a modo mio.
Con cura, con attenzione, con quel tipo di amore che non urla, ma si incide piano nei gesti piccoli.
Ho costruito un weekend a sorpresa.
Tre buste. Tre esperienze diverse. Un’unica giornata da vivere insieme.
Un’ultima volta, anche se lui non lo sa.

Ho iniziato col chiedermi: “Cosa gli farebbe bene?”
Non cosa mi piacerebbe fare con lui.
Non cosa mi farebbe restare ancora un po’.
Ma cosa gli farebbe bene davvero.
Perché quando vuoi bene a qualcuno, anche se sei pronta ad andartene, pensi a lui per primo.

Così ho creato tre percorsi.
Tre modi per sparire per un giorno dal rumore, da Pisa, dalla stanchezza che gli leggo negli occhi.
Tre buste chiuse, ognuna con un indizio.
Lui ne sceglierà una la mattina stessa.
E quella scelta deciderà tutto.

Ogni dettaglio ha una ragione.
Un luogo che gli fa bene.
Un momento di silenzio che so che gli manca.
Una birra da bere insieme.
Una camminata lenta.
Una colazione in un posto che profuma di vecchi sogni.

Non c’è nulla di eclatante.
Ma tutto è pensato.
Come si pensa una carezza sapendo che potrebbe essere l’ultima.

Non ho scritto biglietti.
Non ho lasciato parole.
Ho messo me stessa nei dettagli.
Ho messo tutta la mia presenza sapendo che poi, forse, sparirò.

Non ho bisogno che capisca.
Non lo sto facendo per conquistarlo, né per farlo sentire in colpa.
Lo sto facendo perché posso ancora regalargli un bel giorno.
E perché voglio che quel giorno, anche fosse l’ultimo, sia nostro davvero.
Intero. Sincero. Senza aspettative.

Dopo, ci sarà da capire.
Da scegliere.
Forse da chiudere.

Ma adesso no.
Adesso preparo.
Preparo come si preparano le cose sacre: con le mani lente e il cuore che pulsa piano.
Preparo un giorno che, per me, potrà essere l’ultimo.
E che per lui, spero, sarà almeno bello da ricordare.

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