Ci sono giorni in cui non ho certezze.
Giorni in cui niente sembra funzionare,
in cui tutto appare stanco, ripetitivo, sfilacciato.
Eppure, anche in quei giorni, qualcosa resta.
Qualcosa che mi tiene in piedi, anche se barcollo.
Non sono grandi cose.
Non sono promesse d’amore, viaggi lontani, colpi di scena.
Sono piccole ancore, leggere ma forti.
Come:
- una tazza calda tra le mani quando fuori piove
- il profumo del pane al mattino, anche se non lo mangio
- un messaggio inaspettato che dice solo: “ti penso”
- quella canzone che mi ricorda chi ero, e mi fa sorridere senza malinconia
- il modo in cui il sole filtra dalle tapparelle quando mi sveglio tardi
- una camminata senza meta, solo per respirare
A volte è la voce di un’amica che non chiede nulla, ma resta.
Altre volte è il silenzio. Quello buono.
Quello che non ti giudica, non ti incalza.
Quello che ti lascia essere stanca, fragile, viva.
Sono piccole cose, sì.
Ma sono mie.
Le riconosco. Le aspetto. Le accolgo.
Mi tengono viva quando tutto il resto tace.
Quando non mi va di parlare,
quando non ho sogni troppo grandi,
quando non ho voglia di spiegarmi.
Mi ricordano che si può resistere anche senza fare rumore.
Che la vita non è sempre fuoco e vertigine.
Che anche un giorno normale può essere un posto sicuro.
E allora resto.
Resto qui, con queste briciole di bellezza.
Le metto in tasca e vado avanti.
Non so dove sto andando.
Ma so che non sto cadendo.
E questo, oggi, mi basta.