È brutto quando ti innamori e all’improvviso ti accorgi di ciò che ti circonda davvero. Forse prima avevo gli occhi offuscati, forse non volevo vedere. Ora tutto appare più nitido, ma anche più scontato, più piatto. È come se il mondo attorno si fosse sbiadito, come se ogni cosa perdesse significato accanto a ciò che provo.
Tutti gli altri sembrano così poco interessanti. La loro presenza è rumore di fondo, mentre il mio cuore si aggrappa disperatamente a una sola persona. Una persona che, però, ha paura dell’amore. La capisco, ci sono passata anch’io. So cosa vuol dire provare il panico al solo pensiero di lasciarsi andare, di abbassare le difese, di permettere a qualcuno di avvicinarsi troppo. Non posso biasimarlo per questo. Eppure, fa male.
Fa male sapere che dall’altra parte c’è il dolore, la negazione, una paura che non posso sconfiggere. Non posso farlo per lui, non posso salvarlo. Vorrei tanto essere io quel porto sicuro, quella roccia su cui poggiarsi quando tutto sembra crollare. Vorrei stargli accanto, ma non posso. Sono tenuta alla larga, relegata ai margini. Non c’è spazio per un tentativo, per una possibilità. E questo mi lascia con un senso di impotenza che diventa quasi insopportabile.
Eppure, anche nel dolore, l’amore resta. È lì, incrollabile. È quello che mi tiene ancora qui, a sperare. È quello che, nonostante tutto, non mi permette di arrendermi. L’amore non si spegne solo perché è difficile, solo perché l’altro ha paura. L’amore è quella forza che mi spinge a restare, a vedere oltre le paure, a sognare un giorno in cui le cose possano cambiare. Anche se fa male, anche se sembra impossibile.
Non posso smettere di amare, anche se non posso far nulla. Anche se sono consapevole che, per ora, l’unica cosa che posso fare è aspettare. Perché è brutto, sì, ma anche il brutto ha la sua bellezza quando l’amore c’è.