(E il bisogno profondo di abbassare la guardia)

Sono stanca.
Ma non una stanchezza che si cura con una dormita.
È una stanchezza più sottile, più profonda.
È quella che arriva quando da troppo tempo cerchi di essere sempre la versione forte di te stessa.

Quella che tiene in piedi tutto.
Quella che dice “nessun problema” anche quando avrebbe solo voglia di urlare.
Quella che fa da spalla, da supporto, da roccia.
Quella che ce la fa, sempre. Anche quando non dovrebbe.

Ecco, oggi quella versione mi pesa.
Mi schiaccia.
Mi toglie il fiato.

Quando sei “quella che regge”

Spesso non è nemmeno una cosa che ti hanno chiesto esplicitamente.
È un ruolo che hai iniziato a ricoprire piano piano.
Per abitudine, per carattere, per senso di responsabilità.
Perché “tu sei quella affidabile”, “quella con la testa sulle spalle”, “quella che non si lamenta mai”.

E allora vai avanti così.
Fai, organizzi, risolvi, gestisci, tieni a bada.
Perché “se non lo faccio io, chi lo fa?”

E intanto dentro senti un vuoto.
Una rabbia muta.
Un desiderio di appoggiarti anche tu, finalmente, a qualcuno.

Ma chi ti tiene quando sei tu quella che tiene tutti?

È una domanda che mi gira in testa spesso.
Chi si accorge quando non ce la faccio?
Chi mi chiede davvero come sto, senza aspettarsi che io risponda “bene”?
Chi mi vede quando, dietro al sorriso, ho solo voglia di mollare tutto?

Perché anche chi sembra sempre forte, ha bisogno di sentirsi tenutə.
Accoltə.
Compresə.
Senza dover dimostrare nulla.

Non voglio più dimostrare di essere indistruttibile

Perché non lo sono.
Perché non voglio esserlo.
Perché essere forte a tutti i costi è una forma di prigionia.
E io voglio respirare.

Voglio piangere senza sentirmi debole.
Voglio dire “non ce la faccio” senza paura di deludere.
Voglio chiedere aiuto, abbracci, silenzio, tempo.
Voglio smettere di dimostrare, e cominciare a sentire.

La forza vera è anche questo

È saper dire “oggi no”.
È concedersi di vacillare.
È abbassare la guardia e fidarsi.
È essere vere, intere, anche quando siamo rotte.


Scrivere questo articolo è già un modo per alleggerirmi.
Per togliere quel mantello pesante che mi sono messa addosso.
Oggi non ho soluzioni, né risposte.
Ho solo il bisogno di essere me stessa, anche nelle parti più fragili.

E forse, da lì, ricominciare.

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