Per fortuna, non sono sola.
Nonostante le delusioni, le mezze verità, le scuse infiocchettate di niente… ho un piccolo esercito.
Amici che non temono il mio silenzio, che non si fermano al mio “sto bene” se gli occhi raccontano altro.
Amici che mi dicono le cose in faccia.
Senza sconti, senza trucchi, senza filtri.
Quando sbaglio, mi fanno il culo. Ma lo fanno con amore.
E quando splendo, mi ricordano chi sono.
Mi riempiono di complimenti veri, di quelli che arrivano dopo che ti hanno vista annaspare nel buio, inciampare cento volte, rialzarti con le ginocchia sbucciate ma gli occhi lucidi di chi non si arrende.
Mi hanno fatto male, sì.
Con parole pesanti come pietre. Ma mai gratuite. Mai dette per ferire.
Parole che hanno fatto male perché vere, perché giuste, perché scomode.
Perché sono frutto del tempo che si sono presi per conoscermi davvero, per ascoltare anche ciò che non dicevo, per guardarmi quando pensavo di essere invisibile.
Con loro non ho bisogno di fingere.
Posso essere sbagliata, fragile, stanca, testarda.
Posso anche deluderli, e loro mi diranno esattamente come e perché.
E proprio per questo li amo.
Perché dopo anni di cazzate travestite da attenzioni,
di bugie dette per “proteggerti”,
di verità lasciate a metà per non turbare la superficie,
io so che la sincerità è un valore. Uno di quelli che non si baratta.
Perché la verità, anche quando brucia, cura.
Fa male subito, è vero. Ma poi ti libera. Ti rimette in piedi. Ti permette di crescere.
Una bugia, invece, ti abbraccia e poi ti pugnala. Sempre.
Anche la più piccola, anche la più benintenzionata.
E quindi grazie.
A chi ha scelto di dirmi la verità anche quando era difficile.
A chi ha scelto me, anche nel disordine.
A chi mi vede e non scappa.
Perché quella sincerità, oggi, è casa mia.