Mi è capitato spesso di chiedermi perché attiro sempre le persone sbagliate. Perché, nonostante la mia voglia di costruire qualcosa di autentico, mi ritrovo a investire tempo ed energie in relazioni che alla fine si sgretolano, che mi lasciano con più domande che risposte. Forse il problema non è tanto trovare i compagni sbagliati, ma capire perché continuo a sceglierli.

Per anni ho creduto che bastasse essere comprensiva, paziente, disposta a dare il meglio di me per far funzionare un rapporto. Ho creduto che, se fossi stata abbastanza attenta, se avessi dato abbastanza spazio, se avessi cercato di adattarmi, prima o poi avrei trovato qualcuno che volesse restare. Ma la verità è che spesso ho dato troppo senza ricevere abbastanza. Ho cercato di colmare distanze che non erano le mie da colmare, di giustificare atteggiamenti che, con il senno di poi, non avrebbero mai dovuto essere giustificati.

Il problema è che ho sempre visto il potenziale nelle persone. Ho visto cosa sarebbero potute diventare, cosa avrebbero potuto dare, invece di guardare ciò che erano davvero. E così, mi sono ritrovata ad aspettare cambiamenti che non sarebbero mai arrivati, a dare infinite possibilità a chi non ne avrebbe mai fatto buon uso, a scambiare briciole di affetto per amore autentico.

Ho creduto che l’amore fosse comprensione, che bastasse essere presenti, supportare, dimostrare che si è disposti a restare anche quando le cose si fanno difficili. Ma la verità è che l’amore non è solo questo. L’amore non dovrebbe essere un continuo sforzo per farsi vedere, per essere riconosciuti, per sentirsi abbastanza. Non dovrebbe essere una battaglia per ottenere attenzioni, per far sì che l’altro si accorga di quanto valore c’è in ciò che offri.

Forse il problema è che per troppo tempo ho abbassato l’asticella, ho pensato che l’affetto a metà fosse meglio di niente, che qualche gesto carino compensasse l’assenza di un coinvolgimento reale. Forse ho cercato di accontentarmi, perché l’idea di restare da sola sembrava più spaventosa dell’idea di stare con qualcuno che non mi dava tutto ciò che meritavo.

Ma ora so che l’amore non è questo. Non voglio più essere quella che capisce sempre, che si adatta, che aspetta. Voglio qualcuno che sia presente senza che io debba sempre rincorrerlo. Qualcuno che non mi faccia sentire come se fossi una scelta secondaria, un’opzione comoda quando non c’è di meglio.

Trovare sempre i compagni sbagliati è stata una lezione, anche se dolorosa. Mi ha insegnato che non posso più permettermi di investire il mio tempo in chi non sa cosa vuole, in chi non è disposto a costruire davvero. Mi ha insegnato che la persona giusta non è quella che devo convincere a restare, ma quella che sceglie di esserci, senza riserve, senza giochi, senza ambiguità.

Forse per trovare la persona giusta devo smettere di cercare in posti sbagliati, smettere di dare a chi non ha nulla da restituire, smettere di credere che sia mio compito far funzionare qualcosa che non è mai stato destinato a funzionare. Forse devo solo smettere di accontentarmi. Perché se qualcuno che nemmeno voleva stare con me è riuscito a darmi certe cose, allora significa che da chi davvero vuole esserci devo aspettarmi molto di più. E stavolta, non farò sconti.

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