Voglio toccarti, sì. Ma ancora di più, voglio sentirti.
Voglio che il sesso non sia una performance, ma una conversazione.
Una danza tra pelle e anima.
Una scoperta lenta, imperfetta, ma nostra.
Voglio che ogni tuo respiro abbia un motivo, e ogni mio sguardo ti dica “sei al sicuro”.
Che non ci sia fretta, non ci sia giudizio, non ci sia quella sensazione di dover “andare bene”.
Perché non voglio solo piacerti.
Voglio entrare in contatto con te.
Voglio che tu mi desideri non solo quando mi vedi, ma quando mi capisci. Quando ridi con me, quando ascolti una mia paura, quando ti fidi.
La vera eccitazione, per me, nasce da lì.
Dalla fiducia.
Dalla connessione.
Dal sapere che ci siamo.
Il sesso non è un bisogno.
È una scelta.
E io voglio scegliere di farlo con chi sa ascoltare anche il silenzio tra un bacio e l’altro.
Con chi sa che il piacere può essere anche ridere nel mezzo di un momento “serio”, o fermarsi perché qualcosa dentro si è spostato.
Voglio che esploriamo insieme, senza copione.
Che ci parliamo anche mentre ci tocchiamo.
Che impariamo il ritmo dell’altro come si impara una canzone nuova: a memoria, ma con stupore ogni volta.
Perché non mi interessa solo spogliarti.
Voglio sapere cosa succede dentro di te quando lo faccio.
Voglio conoscerti.
Non solo tra le lenzuola.
Ma proprio lì dove ti senti più vulnerabile. Più acceso. Più vero.
E se un giorno ti sentirai stanco, chiuso, distante…
vorrei che tu mi dicessi: “oggi no”.
E che io possa rispondere: “ti tengo comunque”.Perché il sesso, per me, è amore che si muove.
Non solo un incontro di corpi.
Ma un atto di fiducia.
E io, con te, voglio fidarmi. Tutta.