All’inizio fa paura.
Non tanto l’amore, ma l’idea di farci spazio dentro.
Di lasciar entrare qualcuno, di far crollare un equilibrio che, per quanto imperfetto, ci protegge.
Stare da soli ha un suo ordine. Una sua logica. Una sua quieta sicurezza.
Nessuno entra. Nessuno ferisce. Nessuno toglie.
Poi arriva qualcuno.
E il terreno inizia a tremare.
Ti chiedi se ne valga la pena.
Se non sia solo un capriccio. Se non sia una perdita di tempo, di libertà, di energie.
Perché tutti te lo dicono: “una relazione ti sfianca”.
“Ti incastra.”
“Ti limita.”
Ma io… io non voglio crederci.
Perché dentro di me una vocina sussurra:
e se invece mi fa bene davvero?
E se essere in due non fosse una rinuncia, ma un’espansione?
E se quella libertà che difendo con i denti, potessi trovarla ancora più profonda accanto a qualcuno che mi vede… per come sono davvero?
Sì, ci sono dubbi.
Sì, c’è la paura di perdermi.
Ma c’è anche la speranza di trovarmi meglio.
Più intera.
Più viva.
Non cerco una relazione per tappare buchi.
Ma neanche voglio rinunciare a tutto ciò che può nascere tra due persone che si scelgono con consapevolezza.
Con lentezza.
Con la voglia di esserci, e di vedere cosa succede quando si ha il coraggio di restare.
Perché forse non si tratta di meglio soli o in coppia.
Forse si tratta di meglio con la persona giusta.
E forse, per la prima volta, vale la pena scoprirlo.