Il mare mi insegna a lasciarmi andare.
A guardare la linea dell’orizzonte e ricordarmi che non posso vedere oltre,
ma che va bene così.
Mi insegna che le onde vanno e vengono,
che c’è un ritmo naturale che non posso controllare,
e che a volte, la cosa più saggia da fare è semplicemente stare a galla.
La forza della calma
Mi piace osservare il mare nei giorni di quiete.
Quando l’acqua sembra quasi ferma,
ma sotto la superficie c’è ancora movimento.
Quella calma apparente mi ricorda che la forza non è sempre visibile.
Che ci sono correnti che agiscono senza farsi notare,
e che a volte basta lasciarle fare il loro corso,
anziché cercare di resistere.
La bellezza del cambiamento
Il mare cambia ogni giorno, ogni ora.
Può essere calmo al mattino e agitato nel pomeriggio,
scuro e tempestoso un giorno,
e limpido e accogliente quello dopo.
E questo cambiamento continuo mi insegna che non c’è nulla di immutabile,
che anche dentro di me ci sono fasi,
momenti di quiete e di tempesta.
E che entrambi sono parte della mia natura.
Un rifugio per tornare a me stessa
Quando mi sento persa, vado al mare.
Non per cercare risposte,
ma per ricordarmi che non ne servono sempre.
Che a volte basta respirare,
ascoltare il suono delle onde,
sentire l’odore del sale,
per ritrovare un equilibrio che pensavo di aver perso.Il mare non risolve i miei problemi.
Ma mi insegna a non avere paura del movimento,
a lasciarmi cullare dalle correnti,
e a ricordarmi che, come le onde,
anche io posso sempre tornare a riva.