Non mi basta.
Non mi è mai bastato.
Saltare da un letto all’altro, incastrare corpi che non si conoscono, che non si ascoltano.
Cercare calore e trovare solo una temperatura temporanea.

Non riesco a fare sesso con qualcuno che non mi tocca anche l’anima.
Che non prova nemmeno a conoscermi davvero.
Che viene, prende, gode… e poi sparisce.
Lasciando quel vuoto che nessun orgasmo può davvero riempire.

Dicono che dovremmo viverla con leggerezza, la sessualità.
Che dovremmo “sfruttare l’occasione”, “non pensarci troppo”, “prendere quello che viene”.
Ma io no.
Io sento troppo.
E forse per questo, non riesco a dare poco.

Non mi apro facilmente..
Prima devo sentire qualcosa.
Non per forza l’amore, ma almeno una vibrazione.
Almeno l’intuizione che tra di noi ci sia qualcosa in più del solo bisogno fisico.

Perché a me il sesso senza connessione non lascia niente.
Anzi, a volte toglie.

Ti ritrovi sola come prima, solo con un corpo stanco e l’illusione di aver appagato un bisogno.
Ma era davvero quello che volevi?
O stavi solo cercando di non sentirti vuota?

Per me è una perdita di tempo.
Di energia.
Di pelle.

Preferisco restare sola che farmi toccare da qualcuno che non mi vede.
Preferisco desiderare, aspettare, scegliere con cura.
Perché io non voglio solo essere scopata.
Voglio essere capita.
Voglio essere guardata come se valessi ogni secondo in più.
Ogni attesa. Ogni parola. Ogni “dove stai andando davvero, con me?”.

Non condanno chi riesce a viverla diversamente.
Ma io non ce la faccio.
Non mi viene naturale.
Non mi viene bene.Io sono fatta così: voglio sentire.
E se non sento… non mi spoglio.

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