Nessuno ci insegna davvero come si fa l’intimità.
Ci parlano di sesso, a volte. Di amore romantico, spesso.
Ma nessuno ci prepara a quel momento in cui ti trovi nudo davanti a qualcuno e non sai se ha più paura il tuo corpo… o il tuo cuore.

Io voglio una relazione dove l’intimità non si ferma alla pelle.
Voglio che tu ti senta libero di mostrarti anche quando tremi. Anche quando non sai cosa dire. Anche quando ti senti fragile, piccolo, stanco.
Voglio che tu sappia che non mi spaventi.
Che non devi brillare sempre. Che puoi vacillare, puoi smettere di fare il forte.
Puoi essere vero.

Perché l’intimità, quella profonda, non è fatta di carezze sul letto, ma di mani che si tendono quando tutto crolla.
È farsi vedere nei giorni storti, senza paura di essere amati di meno.
È raccontarsi senza filtri, ridendo delle proprie assurdità.
È piangere senza sentirsi in colpa.
È sapere che anche il dolore ha diritto di cittadinanza, in due.

Non voglio una relazione in cui dobbiamo “essere all’altezza”.
Voglio una relazione in cui possiamo abbassarci uno accanto all’altra, guardarci da terra, e dirci: ci sono.

Perché l’intimità vera non è sempre bella.
Ma è sempre reale.
E se io mi denudo davanti a te con le parole, con la voce, con i miei sogni mezzi rotti…
è perché voglio che tu faccia lo stesso.
Senza vergogna.
Senza difese.

Con me, non devi essere perfetto.
Devi solo essere autentico.

E io, prometto, farò lo stesso.

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