Amo il mare.
Lo amo quando non è di moda.
Quando il vento ti spettina sul serio,
quando i bar sono chiusi,
quando restano solo i gabbiani e chi ha bisogno di respirare.
Vado al mare quando nessuno lo guarda.
E allora il mare guarda me.
Mi siedo sulla sabbia fredda, con il giubbotto chiuso fino al mento,
e resto.
Non faccio foto.
Non penso a niente di importante.
Solo ascolto il suono dell’acqua che arriva, che va, che torna. Sempre.
Il mare fuori stagione non pretende.
Non ti chiede allegria.
Non vuole che sorridi.
Ti lascia stare.
Puoi piangere e non ti vede nessuno.
Puoi camminare e non arrivare da nessuna parte.
Puoi semplicemente esserci, intera o a pezzi, e lui resta lì.
Mi piace perché è immenso, ma non invade.
È forte, ma non fa rumore per farsi notare.
È esattamente come vorrei sentirmi io: libera, viva, presente.
E quando me ne vado,
non porto via niente.
Solo quel suono pieno di vuoto,
che mi rimbomba dentro per ore.
E mi cura.
Senza chiedere perché.