Io, una ragazza. Lui, un ragazzo. Due punti di una linea che non voglio tracciare.
Io che non ho più voglia di stare male. Che non voglio più rischiare. Io che ho imparato che le parole dolci possono diventare spine e che le promesse sussurrate finiscono spesso per essere dimenticate. Ho messo le mani avanti troppe volte, costruendo barriere fatte di scuse e di precauzioni.
Perché ho paura. Paura di rivivere quelle notti insonni, di sentire di nuovo quel nodo alla gola, di guardare un telefono muto sperando in un messaggio che non arriva. Paura di dare troppo di me stessa e di ritrovarmi a pezzi, a raccogliere i cocci di un cuore che già una volta è stato frantumato.
E allora metto le mani avanti. Mi nascondo dietro una risata, dietro un “vediamo come va” o un “non ci penso troppo”. Fingo indifferenza, mi rifugio nella prudenza. Non voglio rischiare. Non voglio cadere. Non voglio sentire quel vuoto che solo chi ha amato davvero può capire.
Ma quanto si può andare avanti così? Quanto posso restare bloccata nella paura, senza mai lasciare che qualcosa di nuovo e di bello possa entrare? Mi chiedo se un giorno avrò il coraggio di abbassare le mani, di non mettere più barriere, di lasciarmi sorprendere ancora. Forse, un giorno, ci riuscirò. Ma per adesso, sono ancora qui. Con le mani avanti.