Mi hai voluta, sì.
Ma non abbastanza.
Mi hai cercata, ma solo quando non avevi altro da fare.
Mi hai ascoltata, ma solo fino a dove ti era comodo.

E io?
Io ho fatto finta che fosse amore.
Perché sembrava.
Perché ne aveva l’odore, il gusto, la forma.
Ma non la sostanza.

Quante volte ci accontentiamo di un “quasi”?
Di un messaggio ogni tanto.
Di una presenza intermittente.
Di un affetto tiepido che ci lascia sempre con la sensazione di dover meritare ogni briciola?

Ho capito una cosa:
se devo chiedere, non è amore.
Se mi sento sempre sbagliata, non è amore.
Se devo dimostrare il mio valore per essere scelta, non è amore.

È bisogno.
È dipendenza.
È illusione.

E io non voglio più restare dove l’amore quasi c’è.
Voglio tutto quello che non ha paura di mostrarsi.
Quello che non si spegne al primo silenzio.
Quello che sa dove si appoggia il cuore per non farlo cadere.

Perché l’amore vero non ti lascia in attesa.
Non ti fa dubitare di ogni cosa che dici.
Non ti tiene nel limbo, con promesse a metà.

E io me lo ricorderò:
che il “quasi amore” mi ha insegnato cosa non voglio più.
Che anche se ho pianto, anche se ci ho sperato,
anche se ci ho messo pezzi veri di me…
non era amore.

E adesso lo so.
E adesso non mi basta più.

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