Non voglio il principe azzurro.
Non voglio il drama, la favola, il caos, la montagna russa che ti lascia senza fiato ma anche senza terra sotto i piedi.
Non voglio qualcuno che arrivi gridando “ti cambierò la vita”.
Voglio qualcuno che resti anche quando la mia vita non fa rumore.
Anche quando sono silenziosa, scomoda, stanca.
Non voglio tutto.
Voglio presenza.
Voglio uno sguardo che dice “ci sono” anche quando non so come spiegare cosa mi succede dentro.
Voglio parole semplici e gesti sinceri.
Una mano che mi sfiora il viso e dice “ti vedo, anche quando non ti fai vedere”.
Voglio che ci tenga.
Che ci tenga davvero.
Non a modo suo. Non “finché va”. Non “se capita”.
Ma con intenzione.
Con cura.
Con quella forma di amore che si costruisce a piccoli passi, ma si riconosce subito.
Perché io l’ho fatto mille volte: l’ho dato prima che mi venisse chiesto.
Mi sono aperta, fidata, adattata.
Ho detto “va bene” anche quando non andava bene.
Ho giustificato assenze, leggerezze, sparizioni.
Perché pensavo che fosse normale. Che fosse così.
Ma ora no.
Non mi basta più chi mi cerca solo quando ha voglia.
Chi mi vuole solo quando gli conviene.
Chi mi ama solo nelle ore comode.
Voglio qualcuno che ci sia anche quando è difficile.
Quando siamo vulnerabili, quando non abbiamo risposte.
Quando tutto quello che possiamo offrirci è solo il nostro esserci.
Perché l’amore che voglio non ha bisogno di promesse gigantesche.
Ha bisogno di verità quotidiane.
Di attenzione.
Di scelta.
Ogni volta. Anche nelle piccole cose.
Non voglio tutto.
Voglio qualcuno che ci tenga.
E che me lo faccia sentire.
Senza chiedermelo in cambio.
Senza rendermi ogni carezza un debito.
Solo questo.
E sì — è già tantissimo.