Ti svegli una mattina e il senso di angoscia non c’è più.

Non c’è più quel peso che ti schiacciava il petto, quel pensiero fisso che si insinuava in ogni momento di quiete. Ti alzi, e all’improvviso ti accorgi che non stai più pensando a lui. Quella presenza che era diventata quasi parte di te, che ti teneva compagnia anche nel dolore, ora è svanita. È una sensazione strana, diversa, forse positiva.

Eppure, lascia un vuoto. Un vuoto a cui non sai dare un nome. Non è più dolore, ma non è nemmeno sollievo. È qualcosa di indefinito, un’assenza che ti fa capire quanto spazio occupava quel sentimento, quel pensiero costante. Adesso che non c’è più, senti la mancanza di qualcosa, anche se non vorresti. È come se il dolore stesso ti tenesse compagnia, e ora che è sparito, ti trovi a dover affrontare un nuovo tipo di solitudine.

Quel vuoto viene voglia di riempirlo. Ma con cosa? Non sai come. Non sai nemmeno da dove cominciare. Hai vissuto così a lungo in balia di quell’angoscia, di quei pensieri ossessivi, che ora ti senti spaesata senza di loro. È come se il tuo mondo avesse perso un pezzo importante, anche se quel pezzo era la fonte del tuo malessere.

Non te lo aspettavi. Ci sono voluti mesi di dolore, di notti insonni, di giornate trascorse a cercare risposte che non arrivavano mai. Poi, un giorno, senza preavviso, puff! Sparito. E non sai se essere grata o spaventata. È un cambiamento improvviso che ti lascia disorientata, ma che, in fondo, segna l’inizio di qualcosa di nuovo. Forse la strada per ritrovare te stessa.

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