A volte il silenzio non è distanza. È solo vita che prende spazio.
Ci sono giorni in cui non rispondo subito.
Non perché non mi importi.
Non perché ti ho dimenticata.
Ma perché a volte la testa è troppo piena,
o troppo vuota.
E tutto — anche dire “ehi, come stai?” — mi sembra faticoso.
So che può sembrare disinteresse.
Ma non lo è.
È solo che la vita a volte mi assorbe,
e mi risucchia dentro piccole cose che sembrano urgenti,
mentre il cuore resta indietro.
E così passano i giorni.
E mi accorgo di non averti scritto.
E mi sale quel mix strano di colpa e affetto.
E allora ti mando un vocale lungo, goffo, un po’ impacciato —
non per aggiornarti,
ma per dirti:
“Ci sei. Sempre. Anche se non parlo.”
Non sono sempre brava a restare in contatto.
Ma quando penso a chi mi fa bene, ci sei.
Quando succede qualcosa di bello, vorrei raccontarlo a te.
Quando mi sento stanca, sei uno dei pensieri che mi consola.
Non ti do presenza costante.
Ma ti do verità.
Ti do affetto che resta, anche nei giorni muti.
Ti do quello che posso, quando posso.
E quando torno, torno davvero. Con tutta me.
Spero che basti.
Spero che si senta.