(Quando le parole diventano specchi)

Scrivere, per me, non è mai stato solo un modo per raccontare.
È sempre stato, prima di tutto, un modo per capire.

Capire cosa sento davvero.
Capire dove sto andando.
Capire chi sono, al di là dei ruoli, dei doveri, dei pensieri disordinati.

Quando scrivo, le parole diventano uno specchio.
Mi riflettono senza filtri, mi fanno vedere cose che nella testa restano confuse, sfocate, sommerse.
Scrivendo, tutto prende forma.
A volte dolcemente, a volte con una brutalità necessaria.

Le parole che liberano

Ci sono giorni in cui ho la testa piena e il cuore muto.
Allora mi metto lì e comincio. Scrivo quello che c’è, senza giudizio. Anche se non ha senso. Anche se sembra banale.
E quasi sempre, dopo qualche riga, emerge qualcosa.
Una verità. Una paura. Un desiderio che non avevo il coraggio di nominare.

Scrivere è come aprire una finestra e far entrare aria fresca in una stanza chiusa da troppo tempo.
Mi aiuta a rimettere ordine.
Mi aiuta a lasciare andare.

Scrivere non per gli altri, ma per me

Per anni ho scritto senza mai pubblicare nulla.
Scrivevo in quaderni, nei file chiamati “bozza”, nelle note del telefono.
Scrivevo per me. Per ritrovare una voce che, nella frenesia di tutto il resto, perdevo.

Non serviva che fosse perfetta.
Serviva che fosse mia.

Oggi sto imparando a condividere anche quello che scrivo. A lasciarlo andare nel mondo, anche se fragile, anche se incompleto.
Perché forse anche qualcun altro, leggendolo, potrà sentirsi un po’ meno solo.

Scrivere è un atto di cura

Scrivere è anche una forma di presenza.
È dire: “Mi prendo il tempo per ascoltarmi.”
È rallentare. È stare.
È un modo per restare connessa con me stessa, anche nei giorni in cui tutto corre veloce.
Scrivere è un atto di gentilezza verso le mie emozioni, anche quelle scomode.

E soprattutto: scrivere è ricordarmi che esisto, anche quando mi sento persa.


Non serve essere scrittori per scrivere.
Basta avere qualcosa da sentire.
E il coraggio di metterlo nero su bianco.

Oggi più che mai, la scrittura per me è una bussola.
Non sempre so dove mi porterà, ma so che mi tiene in movimento.
Mi tiene viva.
Mi tiene vera.

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