C’è un momento, dopo la fine di un grande amore,
in cui provi a rimettere insieme i pezzi.
Ti convinci che la soluzione sia non pensare,
non sentire.
E allora,
ti lanci in notti senza impegno,
in incontri fugaci,
in un sesso spensierato che, almeno in apparenza,
non porta complicazioni.
È il tentativo di coprire un vuoto con qualcosa di immediato,
di colmare quel silenzio con il rumore di una passione istantanea.

In quegli incontri, per un momento, sembra funzionare.
Per qualche ora, non pensi.
Non senti quella mancanza che ti accompagna ogni giorno.
C’è un altro corpo,
un altro sorriso,
qualcuno che non chiede nulla,
che non ti chiede di pensare al futuro.
E mentre sei lì,
puoi quasi credere di essere finalmente libera.
Puoi quasi credere di aver trovato una via d’uscita.

Poi arriva il mattino.
E ti accorgi che qualcosa non torna.
Quei gesti non hanno lasciato nulla di duraturo.
Non ti senti più leggera,
più forte,
più sicura.
Ti senti, invece,
ancora più vuota.
Perché, nonostante ogni tentativo,
non sei riuscita a sfuggire a te stessa.
E quella parte di te che pensavi di aver messo a tacere
è ancora lì,
più forte di prima.

Il sesso spensierato con sconosciuti
è come una corsa a vuoto.
Ti muovi,
ma non vai da nessuna parte.
Cerchi sollievo nel piacere fisico,
ma il piacere non arriva al cuore.
Non può riempire quel vuoto lasciato da un amore profondo,
da un legame che ha definito chi eri.
E così,
ogni incontro diventa un promemoria di ciò che manca.
Di ciò che non hai più.Cercare di riempire il vuoto con il sesso
è come cercare di colmare un oceano con una manciata di sabbia.
Ti illude per un momento,
ma poi torna tutto indietro.
E prima o poi,
capisci che la risposta non sta lì,
ma nel trovare un modo per affrontare quel vuoto,
per accettarlo,
per trasformarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *