A volte penso che il desiderio sessuale non sia sempre solo desiderio sessuale. Certo, c’è l’attrazione, c’è il gioco, c’è il piacere fisico. Ma sotto, più in profondità, c’è qualcosa di più semplice e allo stesso tempo più complesso: il bisogno di contatto. Il bisogno di sentirsi vicini a qualcuno, di sentire il calore di un’altra pelle contro la propria, di essere toccati non solo con le mani, ma con la presenza.

Ci sono momenti in cui il sesso diventa un pretesto, un modo per ottenere quella connessione che non sappiamo chiedere diversamente. Si confonde il bisogno di essere abbracciati con il bisogno di essere desiderati, il bisogno di tenerezza con il bisogno di possedere e lasciarsi possedere. E in quel momento sembra bastare, sembra colmare il vuoto, sembra dare quella sensazione di pienezza che mancava. Ma poi, dopo, quando il respiro rallenta e la realtà torna a farsi sentire, ci si accorge che forse non era quello di cui avevamo davvero bisogno.

Perché a volte un abbraccio basterebbe. Un abbraccio vero, lungo, senza secondi fini. Un abbraccio in cui potersi lasciare andare, in cui sentire che qualcuno ci tiene, che non siamo soli, che il nostro corpo è riconosciuto, accolto, protetto. Ma gli abbracci sembrano così difficili da chiedere. Ci sentiamo più liberi di proporre il sesso che di chiedere un abbraccio, come se uno fosse naturale e l’altro un’ammissione di debolezza.

Eppure, non è il corpo nudo che cerchiamo davvero, ma la sensazione di appartenenza, di vicinanza. Il sesso può essere condivisione autentica, ma può anche essere un modo per anestetizzare un bisogno più profondo. E quando è così, non basta mai. Può dare sollievo per un attimo, ma non riempie quel vuoto, perché non è di quello che avevamo bisogno in primo luogo.

Mi chiedo perché sia così difficile esprimere questa necessità senza doverla camuffare. Perché abbiamo paura di chiedere semplicemente di essere tenuti tra le braccia? Perché un abbraccio può far sentire così vulnerabili? Forse perché un abbraccio sincero è più intimo di qualsiasi atto sessuale, perché è puro, privo di maschere. Perché nel sesso puoi ancora fingere di avere il controllo, ma in un abbraccio devi solo lasciarti andare.

Vorrei che fosse più semplice. Vorrei che il bisogno di contatto fosse riconosciuto per quello che è, senza doverlo giustificare, senza doverlo confondere con altro. Vorrei che fosse normale poter dire “ho bisogno di un abbraccio” senza sentirsi stupidi, senza vergognarsi.

Perché, in fondo, non è il desiderio di un corpo che cerchiamo davvero, ma il desiderio di sentirci meno soli. E a volte, davvero, basterebbe solo un abbraccio.

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