Non so bene se questa lettera è per te
o per quella parte di me che ti ha permesso di restare così a lungo.
Quasi.
Sempre quasi.

Mi hai fatto ridere, lo ammetto.
Hai avuto gesti belli.
Attenzioni improvvise.
Occhi che sembravano sinceri — quando volevi.

E io mi ci sono aggrappata.
Come se bastasse.
Come se quei piccoli attimi potessero compensare tutti i vuoti.

E invece i vuoti restavano.
E io li riempivo di scuse al posto tuo.

Mi hai tenuta in standby.
Non abbastanza vicina da sentirmi scelta,
non abbastanza lontana da lasciarmi andare.
E ogni volta che mi staccavo, trovavi un modo per farmi tornare.
Un messaggio, una frase giusta, una nostalgia improvvisa.

Ma non hai mai fatto spazio per me davvero.
Non mi hai mai detto: “Voglio te.”
Solo: “Mi fai stare bene.”
Solo: “Mi manchi, ma non so cosa voglio.”

E io ho scambiato quelle incertezze per sentimento.
Ho chiamato amore qualcosa che amore non era.

Forse mi hai voluta a modo tuo.
Ma il tuo modo…
non bastava più al mio cuore.

Non ti odio.
Non ti incolpo.
Ma nemmeno ti giustifico più.

Perché se anche non hai promesso niente,
io ho dato tutto lo stesso.
E adesso so che chi ti vuole davvero, non ti lascia nel dubbio.Questa è la mia lettera per chi mi ha quasi amato.
Per dirti che adesso scelgo me.
Con la stessa intensità con cui, un tempo, avrei scelto te.

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