Ho sempre avuto bisogno di capire.
Di sapere perché mi sentivo così.
Di trovare il senso delle cose, dei vuoti, delle mancanze, delle inquietudini.
Come se, se fossi riuscita a dare un nome a tutto,
avrei potuto anche controllarlo.

Ma non sempre funziona.
Ci sono giorni in cui non c’è una risposta.
Solo un peso. Solo una confusione.
Solo un nodo che non si lascia sciogliere.

E allora ho capito che forse non devo sempre cercare una soluzione.
Forse, a volte, devo solo fare spazio.

Spazio per non capire.
Spazio per respirare anche nel dubbio.
Spazio per restare, anche quando non so in che direzione andare.

Non è rassegnazione.
È fiducia.
Che qualcosa si muove anche quando sembra tutto fermo.
Che non serve sempre un significato immediato.
Che alcune cose maturano da sole, in silenzio.

E mentre io smetto di forzarle,
loro trovano il modo di mostrarsi. A modo loro. Nei loro tempi.

Fare spazio vuol dire anche togliersi di mezzo.
Smettere di inseguire l’illuminazione.
Accogliere il fatto che oggi va così. Che domani non lo so. Che ora basta respirare.

Non c’è niente da capire adesso.
Solo da restare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *