C’è una parte di me che ha sempre avuto paura di cambiare.
Di mollare qualcosa di conosciuto, di lasciarmi alle spalle una strada battuta, anche se piena di buche.
Per anni ho detto: “Questo è quello che so fare, questo è il mio posto.”
E in effetti, lo era. Per molto tempo.

Ma poi, dentro di me, è iniziato a muoversi qualcosa.
Un’inquietudine. Un desiderio. Un bisogno.

Non è facile riconoscere che ciò che hai fatto per 18 anni non ti basta più.
Non perché non lo ami, non perché non lo rispetti, ma perché non ti contiene più.
È come se stessi crescendo dentro un vestito troppo stretto: bello, comodo, familiare… ma non tuo, non più.

Il momento in cui ho capito

Non c’è stato un solo istante preciso.
Non una crisi o una rottura.
È stato un accumulo lento di sensazioni: la stanchezza che non se ne andava, i sogni che restavano chiusi in cassetti con la scusa del “non è il momento”, il desiderio di sentirmi finalmente libera di scegliere davvero.

E a un certo punto ho capito che continuare a rimandare era più spaventoso che iniziare.

Ricominciare non significa azzerare

Per tanto tempo ho creduto che cambiare significasse buttare via tutto il passato.
Ma ora so che non è così.
Ricominciare significa portarsi dietro ciò che serve e lasciare andare ciò che pesa.

Tutto quello che ho imparato nel mio lavoro precedente – la pazienza, l’organizzazione, l’attenzione agli altri, la capacità di reagire velocemente – me lo porto dietro.
Solo che ora lo userò in modo diverso.

La mia nuova avventura

Non so bene cosa accadrà.
So solo che sto costruendo qualcosa che mi somiglia.
Un progetto che unisce le mie passioni, i miei valori, la mia voglia di creare, aiutare, connettere, raccontare.
Qualcosa che ha a che fare con la libertà, con la creatività, con il coraggio.
Qualcosa che ha a che fare con me.

Ho paura? Certo.

Non lo nego. Cambiare fa tremare le gambe.
Ci sono giorni in cui mi chiedo se ce la farò. Se sto facendo la scelta giusta. Se ho abbastanza forza.
Ma poi mi ricordo: ho già fatto tanta strada.
E ogni passo, anche il più incerto, è meglio dell’immobilità.

Ricominciare è un atto d’amore.
Verso me stessa.
Verso la persona che sono diventata.
Verso quella che sto ancora imparando a essere.

Questo è solo l’inizio.
E per la prima volta, sento davvero che la strada è mia.

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