Non sto cercando qualcuno da amare.
Sto cercando me.
Quella che si è persa un po’ tra le braccia sbagliate, nei silenzi non ascoltati, nelle promesse che facevano rumore ma non radici.
Non ho fretta di guarire.
Di “tornare come prima”.
Perché io prima non ero così sveglia. Così attenta. Così viva.
Ora cammino più piano.
Non perché sono fragile, ma perché voglio guardare bene dove metto i piedi.
Ho smesso di correre verso l’amore come se fosse un traguardo.
Ho capito che è un viaggio.
E che a volte, prima di ricominciare, serve stare.
Con sé stessi. Con la solitudine. Con il vuoto.
Che poi, a guardarlo bene, non è vuoto.
È spazio.
Spazio per me.
Per rileggermi.
Per riprendermi.
Non voglio dimenticare quello che è stato.
Lo voglio integrare.
Voglio che faccia parte della mia storia, senza più farmi male.
Come una cicatrice che non nascondi, ma che non brucia più.
Solo ti ricorda che sei sopravvissuta.Sto tornando, sì.
Ma non ho fretta.
Perché questa volta non voglio perdermi per inseguire nessuno.
Questa volta mi voglio restare accanto.
Fino a casa.