Ti sei preso la parte mia più gentile.
Quella che ascolta anche quando è stanca.
Quella che aspetta anche se non dovrebbe.
Quella che si dà senza fare calcoli.
Ti sei preso il mio entusiasmo,
le attenzioni che non chiedevi ma ricevevi lo stesso,
la cura che lasciavo lì, a piccole dosi, sperando che te ne accorgessi.
La me che crede ancora nelle cose che nascono leggere.
E non ti sei nemmeno accorto.
Non ti sei accorto di tutto ciò che c’era dietro la mia presenza
Che quando c’ero, stavo scegliendo te.
Che ogni volta che ti scrivevo, stavo mettendo da parte il mio orgoglio.
Che ogni silenzio che riempivo, lo facevo per tenerti vicino.
Che ogni sorriso che ti regalavo… mi costava qualcosa in più.
Hai preso tutto come se fosse normale.
Come se fosse dovuto.
Come se fosse leggero anche per me.
Ma io, ogni volta che davo…
ci mettevo un pezzo vero.
Mi hai avuto nella mia forma più pura
Senza condizioni.
Senza filtri.
Senza strategie.
E forse è proprio per questo che non l’hai saputa riconoscere.
Perché non ti sei dovuto guadagnare nulla.
Perché non hai mai dovuto scegliere davvero.
Hai solo ricevuto.
E io, troppo occupata a dare,
non mi sono accorta che mi stavo svuotando.
Ma adesso lo so
Ti sei preso il meglio di me.
E non ti sei nemmeno accorto.
E non importa.
Perché quel meglio non l’hai rovinato.
L’hai solo sprecato.
E il bello delle cose vere è che… tornano.
Non da te.
Ma da me.
Per me.
Ora quel meglio lo tengo per chi lo vede.
Per chi resta.
Per chi non se lo lascia scappare.
Nemmeno per sbaglio.