Non ti aspettavo.
Non ti cercavo.
E no, non ero pronta.
Stavo solo cercando di stare in piedi, di dormire bene, di capirmi.
Ero lì, con le mani ancora sporche di vecchie storie, a sistemare i cocci con la colla del tempo e la pazienza.
Poi sei arrivato tu.
In punta di piedi.
Senza voler prendere.
Senza voler sistemare niente.
Solo per restare.
E io non lo sapevo che si poteva incontrare qualcuno mentre si sta guarendo.
Pensavo servisse essere già intera, già sicura, già “ok”.
Invece no.
Tu mi hai guardata mentre ero ancora in costruzione.
E non sei scappato.
Hai ascoltato le mie pause.
Hai riso dei miei grovigli.
Hai apprezzato il mio silenzio.
E io, per la prima volta, non ho avuto paura di farmi vedere.
Non perfetta.
Non pronta.
Ma vera.
Non so dove ci porterà tutto questo.
E forse va bene così.
Non ho bisogno di saperlo adesso.
Perché ciò che conta è come mi sento ora:
vista.
leggera.
curiosa.
E non perché tu sei arrivato a salvarmi.
Ma perché, accanto a te, io continuo a salvarmi da sola.
Solo che adesso, ogni tanto, lo faccio con una mano in più.
Con uno sguardo che dice: puoi anche fermarti a riposare, ci sono io a tenerti un attimo il cuore.