Ultimamente sento dire sempre più spesso che le relazioni sono faticose. Che portano via tempo, energie, che stressano. C’è chi le evita come si evita un lavoro tossico: per paura di perdere se stessi, di dover rinunciare a tutto il resto. C’è chi le definisce una prigione dorata, chi le accusa di essere un freno a viaggi, ambizioni, sogni. Una zavorra travestita da amore.
E io, invece, vorrei una relazione proprio per gli stessi motivi per cui loro non la vogliono.
Solo che io li vedo al contrario.
Io vedo una relazione come una base solida da cui partire, non come un recinto.
Come una spinta, non un freno.
Come un luogo che accoglie e nutre, non che trattiene.
Una relazione, per me, è una forma profonda di libertà.
Sì, lo so. Detta così sembra una contraddizione.
Ma è nella relazione giusta che ho immaginato mille volte di potermi sentire veramente libera. Libera di dire tutto, anche quello che fa paura. Libera di ridere senza senso e di piangere senza dovermi scusare. Libera di essere bella, fragile, arrabbiata, dolce, strana, stanca, entusiasta. Libera di esplorare. Di conoscermi meglio attraverso l’altro. Di scoprirlo come si scopre un pianeta nuovo: un passo alla volta, ma con stupore.
Non la voglio una relazione che fa sembrare la vita un compromesso continuo, una recita perenne. Non voglio vivere con un coinquilino dell’anima che ignora le stanze in disordine.
Voglio qualcosa che mi assomigli. Che sia fatto di passione, di complicità, di sguardi che si capiscono prima delle parole. Di corpo, sì, ma anche di mente, di stimoli, di quelle conversazioni che ti fanno restare sveglia la notte perché ti è appena crollata una convinzione sotto i piedi e ne sei felice.
Non mi interessa una relazione che toglie: io la voglio per tutto ciò che aggiunge.Perché la verità è che l’amore, quando è sano, non ruba spazio. Lo crea.
Lo moltiplica.
E ti insegna che puoi essere tutto quello che sei — e anche di più — senza chiedere permesso.