Non mi bastano più le situazioni tiepide.

Quelle dove devi dosare le parole, controllare il tono, pesare ogni gesto come se fossi una presenza ingombrante da smorzare.
Quelle dove si galleggia, si fluttua, ci si accarezza con cautela — ma senza mai davvero toccarsi.
Io non sono fatta per restare in superficie.
Ho voglia di immergermi.

Voglio conoscere qualcuno.
Non solo sapere cosa fa nella vita o dove ha passato l’ultimo weekend.
Voglio sapere cosa sogna quando non lo dice a nessuno.
Voglio capire cosa gli fa brillare gli occhi e cosa lo ha spezzato, almeno una volta.
Voglio condividere, ridere forte, piangere insieme se serve.
Voglio vivere con.

Non ho più voglia di relazioni dove si parte già col freno a mano tirato.
Dove ti dicono: “Non affezionarti”, “Non facciamoci prendere”, “Teniamoci leggeri”.
Ma leggeri dove?
Non siamo piume.
Siamo anime in movimento.

Se una cosa finisce, pazienza.

Ma almeno avrò vissuto tutto.
Mi sarò mostrata senza maschere, con le mani aperte e il cuore scoperto.
Perché non voglio più nascondermi dietro i limiti preconfezionati del “meglio non sperare”.
Voglio sperare.
Voglio rischiare.
Voglio provare la bellezza dell’incognita.

C’è una parte di me che sta riemergendo ora.
Una parte che ha voglia di essere vista, di essere toccata nella sua verità.
Una parte che non si accontenta più di amori a tempo determinato.
Non voglio “vediamoci ma non troppo”, “sentiamoci ma con calma”, “sentiti libera ma non troppo presente”.
No.
Io voglio essere libera insieme a qualcuno.
Non nonostante qualcuno.

Una relazione non dovrebbe tappare le ali.

Dovrebbe essere vento.
Spinta.
Forza che ti accompagna, non che ti trattiene.

Io ci credo: che due persone possano scegliersi ogni giorno, senza soffocarsi.
Che possano lasciare spazio, darsi respiro, e nel frattempo essere lì, davvero.
Io credo che si possa costruire qualcosa che non fa paura.
Che non chiede di rimpicciolirsi per funzionare.
Che anzi, ti allarga, ti accende, ti fa venire voglia di brillare ancora di più.

E allora sì, voglio una persona.
Una che abbia voglia di conoscermi.
Che non scappi al primo nodo.
Che abbia la forza di guardare oltre la superficie e dirmi: “Voglio esserci”.

Non voglio più stare sulle punte dei piedi.

Io voglio ballare scalza.
E chi ha paura del rumore dei miei passi… può restare dove sta.
Io, vado.

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