Non mi piace parlare di soldi, ma ci penso spesso.
Ci penso quando vado al supermercato e controllo il totale.
Quando decido se prendere una birra fuori o no.
Quando arriva una bolletta più alta.
Quando qualcuno mi dice “ma dai, è solo una cena”.
Non è solo una cena, se stai contando.
Non è solo un weekend, se devi risparmiare.
Non è solo un lavoro, se sei stanca ma ti serve.
A volte i soldi bastano. A volte no.
Ma il pensiero c’è sempre.
In sottofondo. Come una finestra del cervello che non si chiude mai del tutto.
Ci sono periodi in cui mi sento stabile, lucida, in controllo.
E poi ce ne sono altri in cui mi sale l’ansia anche solo a guardare l’estratto conto.
E in quei giorni lì,
non voglio consigli.
Non voglio frasi tipo “l’importante è la salute” o “i soldi vanno e vengono”.
Voglio solo che qualcuno dica:
“Ti capisco. Anche a me pesa.”
Perché a volte ti fa sentire in colpa anche solo il fatto di pensarci troppo.
Io non voglio diventare ricca.
Voglio solo sentirmi tranquilla.
Pagare senza tremare.
Concedermi una cosa bella senza fare mille calcoli.
Avere un cuscino, piccolo, ma mio.
E se ancora non ci sono,
va bene.
Ci arrivo un passo alla volta.
Ma non farò finta che i soldi non contino.
Perché non li amo, ma ne ho bisogno.
Come tutti.