E se poi non sarà amore?
E se ci spezziamo?
E se finisce tutto e resto con un cuore sfilacciato e una playlist da evitare per mesi?
Sì. Potrebbe succedere.
Potrei ritrovarmi a guardare il soffitto di notte chiedendomi dove ho sbagliato.
Potrei aver investito emozioni, tempo, pelle, parole. E poi perderle.
Potrei uscirne con un nuovo graffio da aggiungere alla collezione.
Ma sai cosa?
Lo faccio lo stesso.
Perché se una parte di me sente che ne vale la pena, io voglio provarci.
Voglio lasciarmi sorprendere.
Voglio dare una possibilità a questa storia, anche se non so se durerà.
Anche se non ha etichette. Anche se non è chiara. Anche se fa tremare.
Perché nel dubbio tra “e se va male?” e “e se invece funziona?”, io scelgo sempre la seconda voce.
Perché voglio vivere. Non sopravvivere.
E se amare significa rischiare, io rischio.
Se non sarà per sempre, almeno sarà stato vero.
Se non sarai l’amore della mia vita, magari sarai l’amore di una stagione che mi ha insegnato qualcosa di nuovo.
Magari sarai il riflesso che mi ha fatto vedere una parte di me che non conoscevo.
Magari mi aiuterai a capire cosa voglio davvero, o cosa non voglio più.
E anche se finisse male, avrò vissuto.
Avrò riso.
Avrò amato.
Avrò fatto l’amore con la pelle e con la mente.
E non lo chiamerò mai tempo perso.
Non voglio vivere nella comfort zone dell’evitare.
Voglio vivere nella zona scomoda del sentire.Perché anche se finisce, anche se fa male, anche se resta solo una storia tra tante…
sarà comunque mia.
E io, in quella storia, ci sarò stata tutta.