(Ovvero: le situationship, che in italiano suona tipo “non so bene cosa siamo”)
Hai presente quelle relazioni che non sono relazioni?
Quelle che non sai come definire, ma che comunque occupano spazio nella tua testa?
Quelle in cui non state insieme, però vi sentite tutti i giorni.
In cui non siete una coppia, ma ci sono baci, carezze, intimità.
In cui non è serio, ma se sparisce ti manca l’aria.
Ecco, quelle.
Quelle sono le situationship.
Una parola inglese che suona bene e male allo stesso tempo.
Perché sembra che dica tutto… e invece non dice niente.
“Non so bene cosa siamo”
Lui (o lei, o chi per tuttə) ti dice:
“Sto bene con te, ma non me la sento di avere una relazione.”
Oppure:
“Vediamo cosa succede, viviamocela.”
Oppure non dice proprio nulla, ma ti lascia intendere tutto.
E tu ci stai.
Perché all’inizio va bene così.
Perché non vuoi forzare le cose.
Perché in fondo, anche tu non lo sai cosa vuoi.
Ma poi il tempo passa, le emozioni crescono, la testa si incasina.
E quella “situazione” indefinita comincia a diventare pesante.
Una non-relazione che ti prosciuga
Perché non puoi chiedere niente, ma senti tutto.
Perché non hai il diritto di arrabbiarti, ma dentro stai urlando.
Perché tecnicamente sei libera, ma emotivamente sei incatenata.
Perché ogni gesto sembra intimo, ma ogni silenzio ti ricorda che non sei “davvero” nessuno.
E ti ritrovi lì, a cercare segnali, a interpretare messaggi, a raccontare agli amici una storia che nemmeno tu sai spiegare.
A difendere chi non ha promesso nulla, ma che nel frattempo si prende tutto: il tuo tempo, la tua testa, la tua energia.
Non è amore, è confusione
E la cosa più dolorosa è che spesso non c’è cattiveria.
Non c’è manipolazione esplicita.
C’è solo paura, indecisione, egoismo emotivo.
E una parola che dovrebbe risuonare come un campanello d’allarme: ambiguità.
Ambiguità che ti lascia in stand-by.
Che ti toglie il diritto di chiedere.
Che ti fa sentire esagerata se vuoi chiarezza.
Che ti abitua a meritare solo briciole.
Ti meriti di essere scelta, non tenuta in sospeso
Lo so che può far paura chiudere.
Lo so che ogni tanto ti sembra che sia meglio un “quasi” che il vuoto.
Ma lascia che te lo dica con tutto l’amore che serve in questi casi:
non è vero.Tu meriti chiarezza.
Presenza.
Sguardi che non evitano, parole che non scivolano.
Meriti un amore intero, anche se arriva più tardi.
Non un’eterna attesa travestita da libertà.