Non lo so nemmeno io quando è iniziata questa curiosità.
Forse è sempre stata lì, silenziosa, leggera, nascosta dietro piccoli pensieri che non ho mai guardato troppo da vicino.
Ma adesso mi ritrovo a chiedermi apertamente:
E se andassi con una donna?
La domanda arriva senza dramma, senza angoscia, senza sensi di colpa.
Non mi chiedo cosa vorrebbe dire, non cerco definizioni o etichette.
Mi chiedo soltanto se mi piacerebbe, come mi sentirei, come sarebbe provare qualcosa di così nuovo e allo stesso tempo così familiare.
Mi incuriosisce la dolcezza diversa, la delicatezza che immagino ci sarebbe.
Mi incuriosisce l’idea di un corpo simile al mio,
di mani che forse saprebbero esattamente dove fermarsi,
come toccare, cosa esplorare.
Mi incuriosisce pensare che potrebbe esserci un’intimità diversa,
una complicità naturale, spontanea, semplice.
Non penso sia necessariamente meglio o peggio rispetto a ciò che conosco.
È solo un tipo diverso di bellezza, di connessione, di scoperta.
Non ho paura di questo pensiero.
Non sento che mi definisce o che cambia chi sono.
Anzi, sento che mi rende più libera, più completa, più aperta.
Perché concedermi la possibilità di immaginare qualcosa di diverso
è un atto d’amore verso me stessa.
Non so ancora se questa fantasia diventerà mai realtà.
Non so nemmeno se, concretamente, mi piacerebbe davvero.
Ma so che voglio lasciarla vivere dentro di me,
senza spingerla via per paura,
senza giudicarla.
E se mai decidessi di esplorarla davvero, sarà perché lo voglio.
Sarà perché sento che è giusto per me, in quel momento.
Sarà perché sento che c’è un incontro vero, sincero,
che vale la pena di essere vissuto,
anche solo per scoprire una parte nuova di me stessa.
Non mi importa sapere cosa significhi.
Mi importa soltanto sapere che posso concedermi di essere curiosa,
che posso darmi il permesso di scoprire,
che posso ascoltare il mio desiderio senza doverlo spiegare a nessuno.
Nemmeno a me stessa.