Non so nemmeno come si chiamano.
Ho immagini, sensazioni, idee confuse che arrivano soprattutto quando non ci penso.
Forse esistono parole per definirle, forse ci sono termini tecnici, precisi, nomi che non conosco.
Ma non mi interessa davvero sapere come si chiamano.
Mi interessa capire se mi piacerebbero.
Mi ritrovo a immaginare momenti, situazioni, gesti nuovi,
e sento quella leggera agitazione di chi non sa bene cosa aspettarsi,
ma vorrebbe scoprirlo.
Forse sono cose semplici, o forse strane, forse più comuni di quanto immagino.
Forse, semplicemente, non ho mai avuto il coraggio di chiedere,
né la curiosità di cercare, fino ad ora.
Perché forse quello che desidero davvero non è solo provare qualcosa di nuovo,
ma provare quella sensazione unica che arriva quando ti concedi qualcosa che hai tenuto lontano per tanto tempo.
Non è solo curiosità
È voglia di ascoltare il mio corpo, di mettermi alla prova, di conoscere nuove parti di me.
È desiderio di sentire la pelle rispondere in un modo diverso,
di scoprire sensazioni che forse non ho mai provato,
e di lasciarmi sorprendere dalla mia stessa reazione.
Non devo per forza capire tutto subito, non devo per forza avere tutte le risposte.
Voglio concedermi di essere curiosa. Di essere aperta. Di essere anche un po’ imbarazzata, perché fa parte del gioco.
Voglio permettermi di esplorare, semplicemente perché posso
Perché il corpo è fatto anche per sentire, per scoprire, per esplorare nuove strade.
Anche quelle che non conosce ancora.
Soprattutto quelle che non conosce ancora.
E allora, forse, la cosa più importante non è sapere come si chiamano.
È concedermi il permesso di provarle, se lo desidero davvero,
con leggerezza, con ironia, con rispetto per me stessa,
senza giudicarmi troppo e senza aspettative troppo rigide.
Non so nemmeno come si chiamano, ed è questo il bello
Perché mi sto regalando la possibilità di sorprendermi.
Di ascoltare me stessa senza dovermi spiegare tutto.
Di provare qualcosa semplicemente perché voglio provarla,
senza altri motivi, senza giustificazioni, senza etichette.Perché esplorare significa essere libere.
E io, semplicemente, voglio sentirmi così.