Rivoglio la persona che ero. Non ricordo nemmeno quando l’ho persa, né dove l’ho lasciata. Eppure, so per certo che la persona che sono oggi non mi somiglia affatto. So che questa versione di me non mi rappresenta, non mi definisce. Allora perché sono diventata così? E soprattutto, come è successo? Cosa mi ha portato a non essere più me stessa?

Forse sono state le piccole cicatrici della vita, quei graffi invisibili che ci segnano più di quanto vorremmo ammettere. Forse sono state le delusioni, le difficoltà, i momenti in cui mi sono chiusa a riccio per proteggermi. Forse è stata la somma di tanti piccoli eventi che, giorno dopo giorno, mi hanno cambiata fino a farmi sentire irriconoscibile persino a me stessa.

Ci provo, davvero. Vorrei tornare a essere quella di prima: spensierata, sorridente, socievole. Vorrei ritrovare quella leggerezza che ora sembra così distante, quasi irreale. Ma c’è una consapevolezza che non riesco a ignorare: ora conosco le insidie del mondo, ho visto lati della vita che prima non immaginavo nemmeno. Sono cresciuta, e con questa crescita è arrivata anche la perdita di quella versione di me che ricordavo.

E allora mi chiedo: è davvero possibile tornare indietro? O forse, e dico forse, è arrivato il momento di accettare che non tornerò più la stessa. Forse è tempo di ripartire da chi sono oggi, di abbracciare questa nuova me, anche se ancora non la riconosco del tutto.

E forse, sempre forse, c’è una nuova strada davanti. Una strada che mi permetterà di costruire una me migliore, più forte, più autentica. Una versione di me che, un giorno, guarderò con orgoglio, sapendo che non è un ritorno al passato, ma un passo verso un futuro più consapevole.

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