Sto bene.
Non nel senso perfetto del termine.
Non “tutto è a posto”, “ho capito tutto”, “non sento più niente”.

Sto bene nel senso che mi sento in pace.
Con me. Con il mio percorso. Con le mie cicatrici.

Non sto bene perché è arrivato qualcuno a salvarmi.
Non perché ho trovato “l’uomo giusto”.
Non perché una storia mi ha guarita, sistemata, completata.
Sto bene perché sono rimasta.
Anche quando avevo voglia di scappare.
Anche quando sembrava tutto inutile.
Anche quando il vuoto faceva troppo rumore.

Sto bene perché ho imparato a riconoscermi.
A volermi bene anche quando sbaglio.
A non forzare connessioni. A non rincorrere chi non ha voglia di esserci.

Sto bene perché ho imparato ad aspettare solo chi vale l’attesa.
A dare senza svuotarmi.
A dire “no” senza sentirmi cattiva.
A dire “sì” solo se mi batte il cuore.

Sto bene perché ora so che la mia compagnia non è un ripiego.
È un lusso.
E chi entra nella mia vita deve saperlo:
qui non si viene per riempire un vuoto, ma per condividere un pieno.

Sto bene.
E non è una vittoria da sbandierare.
È una certezza silenziosa.
Una morbidezza nuova.
Un “ce l’ho fatta” sussurrato tra me e me, mentre mi preparo il caffè e mi accorgo che…
sorrido.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *