A volte mi chiedo cosa significhi davvero sentirsi “a casa”.
Se è un luogo, una persona, o semplicemente uno stato d’animo.
Ci sono momenti in cui mi sembra di non appartenermi più,
come se fossi in prestito a qualcun altro,
persa tra le cose da fare, i ruoli da ricoprire,
i doveri che si accumulano.
E allora cerco di tornare a casa.
Non quella con le pareti e i mobili,
ma quella dentro di me.
Tornare a casa è, per me,
trovare un momento in cui nessuno chiede nulla,
in cui nessuna voce, nemmeno la mia,
mi dice cosa devo essere o fare.
È il silenzio che permette ai pensieri di riposare,
che mi ricorda che posso semplicemente essere,
senza alcuna aspettativa.
A casa, dentro di me,
ci sono le piccole cose che mi fanno stare bene.
Un libro sfogliato piano,
una tazza di tè che si raffredda troppo in fretta,
un ricordo d’infanzia che spunta all’improvviso.
Sono questi dettagli che mi riportano al mio centro,
che mi fanno ricordare chi sono quando tutto sembra confuso.
Ritornare a casa non è un percorso lineare.
A volte mi perdo, mi distraggo,
mi allontano più del previsto.
Ma so che quella casa è sempre lì.
Non importa quanto io me ne allontani,
posso sempre fare un passo indietro,
un respiro profondo,
e iniziare a ritrovare la strada.Tornare a casa, dentro di me,
è un atto di amore.
Un gesto gentile verso me stessa.
E ogni volta che ci riesco,
mi ricordo che la vera casa
non è mai troppo lontana.