A volte mi scopro a pensarla così:
due corpi simili che si incontrano,
due donne che si scoprono lentamente,
senza fretta, con una dolcezza istintiva e naturale.

Mi immagino il suo sguardo su di me,
come se sapesse già esattamente cosa guardare,
dove fermarsi, dove aspettare.
Mi immagino le sue mani,
più delicate, forse, più morbide, forse,
ma non per questo meno sicure, meno decise.

Mi affascina l’idea di esplorarla piano,
di sentire come reagisce, di capire che cosa le piace davvero.
Mi attrae il pensiero che forse saprebbe come leggermi,
come interpretare un sospiro, un gesto,
come decodificare i segnali del mio corpo
in un modo diverso, profondo, intuitivo.

Non c’è tensione, solo curiosità.

Mi incuriosisce il pensiero delle sue labbra,
della sua pelle,
del ritmo che avrebbe il nostro respiro insieme.
Sarebbe forse diverso da quello a cui sono abituata,
ma è proprio questa diversità che lo rende irresistibile.

E poi c’è quel sottile brivido,
quella sensazione di voler conoscere qualcosa di nuovo,
di voler lasciare che sia lei a guidarmi,
o magari essere io a guidare lei,
senza aspettative rigide,
solo ascoltando la pelle, le sensazioni,
il momento che si crea.Non penso che questa fantasia debba per forza diventare realtà subito.
Però amo il modo in cui riesce a farmi sentire:
viva, curiosa, sensuale,
completamente libera di immaginare
e, forse un giorno,
di provare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *