Per molto tempo ho cercato fuori le risposte.
Nei consigli degli altri.
Nei percorsi già battuti.
Nelle opinioni più forti della mia.
Mi dicevo: “Loro sanno più di me. Loro vedono meglio.”

E così ho lasciato decidere.
Ho chiesto conferme.
Mi sono fidata di chi sembrava più sicuro, più esperto, più deciso.
E ogni volta, un pezzetto della mia voce si è fatto più debole.
Più timido.
Più incerto.

Ma la mia voce non era sbagliata.

Era solo stanca di non essere ascoltata.

Lei c’era.
C’è sempre stata.
Nel fastidio che ignoravo.
Nel nodo allo stomaco prima di dire “sì”.
Nelle lacrime che arrivavano senza un perché logico.
Nei momenti di silenzio in cui qualcosa dentro di me diceva: “No, non è questa la strada.”

Solo che io… non le davo retta.
Per paura di sbagliare.
Per paura di restare sola.
Per paura che la mia verità fosse meno valida di quella degli altri.

Oggi sto imparando ad ascoltarla

E sai cosa ho scoperto?
Che quella voce non urla.
Non pretende.
Non giudica.

Sussurra.
E aspetta.
Aspetta che io abbia il coraggio di darle fiducia.
Di seguirla, anche senza garanzie.
Anche se non so dove mi porterà.

Fidarmi di me è una pratica quotidiana

È smettere di chiedere pareri a caso.
È restare con una decisione finché non si chiarisce da sola.
È dare spazio all’intuito, anche se non so spiegare razionalmente il perché.
È accettare che posso sbagliare… e va bene lo stesso.
Perché almeno avrò sbagliato per mano mia.
E da lì, crescerò davvero.


Sto imparando a fidarmi della mia voce interiore.
E ogni volta che lo faccio, mi sento un po’ più intera.
Un po’ più vera.
Un po’ più mia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *