Per tanto tempo ho cercato conferme.
Negli sguardi, nei messaggi, nei “brava” detti a metà, nei like, nei sorrisi di approvazione.
Come se senza, quello che ero non bastasse.
Come se il mio valore avesse bisogno di qualcuno che lo convalidasse da fuori.

Mi bastava un giudizio per mettermi in discussione.
Mi bastava un silenzio per sentirmi invisibile.
Mi bastava una critica per dimenticare tutto ciò che avevo fatto di buono.

Ero sempre in bilico.
Sempre in attesa.
Sempre alla ricerca di un “sei giusta così” che mi facesse sentire a posto.

Poi ho iniziato a chiedermi: a posto per chi?

Chi sto cercando di rassicurare?
Chi sto cercando di compiacere?
Chi mi ha fatto credere che il mio valore fosse una cosa da meritare e non da abitare?

E, piano piano, è arrivata una risposta nuova:
non mi serve più piacere a tutti per sentirmi intera.

Oggi so che la mia validità non si vota a maggioranza

Non ha bisogno di palcoscenici.
Non dipende dai numeri, dalle reazioni, dalle aspettative.
Non si misura in quanto sono utile agli altri, ma in quanto sono vera con me stessa.

E quando smetti di cercare approvazione ovunque…
la tua voce interiore diventa più chiara.
Più forte.
Più tua.

Mi sto scegliendo anche quando non accontento

Quando dico “no” e non viene capito.
Quando scrivo qualcosa che non piace a tutti.
Quando faccio scelte che non sono “convenzionali”.
Quando mostro parti di me che non sono comode da guardare.

Non sono nata per essere approvata.
Sono nata per essere libera.


Non mi serve più l’approvazione per sentirmi valida.
Mi basta sapermi vera.
E sapere che, anche quando tremo, sto camminando nella mia direzione.

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