Non mi manca nessuno, stasera.
Non un ex, non un amico, non una città.
Mi manco io.
Quella che rideva più spesso, anche senza un motivo.
Quella che faceva progetti a voce alta, che si emozionava per un tramonto visto mille volte.
Quella che si buttava senza troppe domande.
Mi manco quando non avevo paura di essere troppo.
Quando parlavo senza pesare ogni parola.
Quando lasciavo che le emozioni mi attraversassero senza costruirci sopra mille difese.
E non so bene dove sono andata.
Se mi sono persa tra le aspettative degli altri,
tra le delusioni,
tra i giorni in cui ho deciso di “andare bene” pur di non sentirmi di troppo.
Mi manco quando non cercavo di piacere.
Quando bastava sentirmi viva.
Quando non avevo bisogno di spiegarmi, di scusarmi, di giustificare ogni stanchezza.
Ci sono giorni in cui mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
Non perché sia cambiata fuori,
ma perché qualcosa dentro si è spostato, si è spento, si è nascosto.
E allora mi manco.
Manco a me stessa come si manca a qualcuno che si ama.
Con dolcezza, con pazienza, ma anche con un nodo in gola.
Ma sai una cosa?
Forse questa mancanza è il primo passo per tornare.
Forse è un modo per dirsi “ci sei ancora, da qualche parte”.
Forse mi sto solo chiamando.
E allora rispondo.
Mi prendo per mano.
Mi prometto di cercarmi nei gesti piccoli, nelle cose che mi fanno bene.
In una canzone che mi somiglia,
in un pensiero gentile rivolto a me stessa,
in uno spazio di silenzio che non giudica, ma accoglie.
Torno piano.
Non tutta, non subito.
Ma torno.
Perché mi manco.
E voglio di nuovo essere quel posto sicuro in cui abitarmi.